TECNICA di ferro

Come faccio a consolidare tutto il mio bagaglio tecnico? Come posso utilizzarlo al meglio durante la gara? Ecco gli step da seguire!

Dopo quanto ci siamo detti per la preparazione atletica, con il focus sul cardio nelle due settimane precedenti alla competizione, oggi ci focalizziamo sulla parte tecnica.

In particolare: come faccio a consolidare tutto il mio bagaglio tecnico? Come posso utilizzarlo al meglio durante la gara? 

Andiamo per gradi.

Consapevolezza

Che tu sia una cintura colorata che pratica karate da pochi anni, o che tu sia una cintura marrone-nera che ha già la sua esperienza, avrai certamente una certa conoscenza tecnica. Oltre a quella teorica: nomi dei kata, ordine di esecuzione, embusen, posizioni di base, ecc, hai la conoscenza tecnica intrinseca nel corpo. Ciò vuol dire che quando esegui uno tsuki, la tua mente non ha bisogno di pensare a lungo, perché ogni cellula sa che cos’è uno tsuki. Viene da sé che il corpo sa automaticamente come muoversi per eseguire uno tsuki. Il primo step da fare é, quindi, prendere consapevolezza di tutte le tecniche che si sanno eseguire. Come fare? Fai una lista, scritta o in mente, e man mano che ne aggiungi una, la esegui sul posto.

Studio

In questa lunga lista di cose che sai fare, saprai facilmente discernere quelle che utilizzerai durante la gara (ad esempio, in base ai kata scelti) e quali non sono immediatamente “utili” alla gara stessa. Una volta che hai bene in mente questa distinzione, dovrai effettuare due tipi di pratica, spiegati di seguito. 

  • La prima, sulle tecniche “pronte” alla gara. Mettiamo ad esempio che il tuo primo kata sia Heian shodan.  Da fermo, provi il movimento del gedan barai. La prima volta, ti accorgerai, muoverai solo le braccia. Poi ti ricordi che devi utilizzare le anche, cosi’ ripeti il movimento, lentamente, con la rotazione dell’anca, mantenendo fermi i piedi e senza eseguire la zenkutsu dachi. Poi, magari, ti accorgi che hai le spalle rigide, così ripeti ancora una volta la parata facendo caso a questi tre elementi. 

Ecco, questo è il primo studio da fare, per ogni tecnica che viene nel kata. Mano a mano, aggiungerai anche solo le posizioni.

  • La seconda cosa da fare, è provare dei pezzetti di kata, estrapolare le tecniche come abbiamo detto sopra, per tutta quella parte che pensi che non ti serva per la gara. Perché? Perché in realtà serve, e pure di più! Ti aiuterà innanzitutto a scaricare la tensione accumulata nei movimenti ripetuti all’infinito, e che quindi rischiano di essere un po’ macchinosi o troppo rigidi. Inoltre, aiuteranno la tua mente ad essere concentrata anche nei momenti di stress, e sempre focalizzata all’obiettivo. Infatti, studi hanno dimostrato che quando miglioriamo il nostro “lato debole”, migliora automaticamente anche il nostro “lato forte”. Funziona allenando destra e sinistra, ma allo stesso modo migliorare sulle tecniche delle quali non siamo ancora padroni, ci aiuta in automatico a padroneggiare le altre, nelle quali siamo più sicuri.

Ripetizione

Infine, come sempre, il karate ha una parola chiave che é la base dell’arte: pratica. Solo con la pratica continua si consolida la tecninca e si migliora. Interiorizzi ogni singolo movimento, lo rendi fluido, lo rendi tuo. Eviterai cosi’ numeroni “contro-movimenti”, quelli che si fanno per esempio prima di far partire un kizami, tirando un po’ indietro il pugno (che in realtà é già carico per essere lanciato). Imparerai con la pratica ad avere il controllo di tutto il corpo, e sarai sicuro di te una volta salito sul tatami da gara.


Per migliorare questo aspetto, puoi dedicare anche pochi minuti al giorno (esempio 15), di pratica lenta e definita. E’ importante la ripetizione corretta del gesto, in questo ambito, non la velocità o la potenza. E’ importante che ripeti, seppur senza sudare e sfiacchirti, ma con calma e controllo, ogni tecnica, ogni movimento. E’ cosi che le tecniche diventano per sempre saldate fin dentro le ossa del tuo corpo. E’ cosi che diventeranno tue.

E ora?

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Buon karate a tutt*!